Il clima della Lombardia, per quanto definibile in un contesto di clima semi-continentale, si presenta molto variegato a causa delle diverse conformazioni naturali presenti sul territorio: montagne, colline, laghi e pianura e grandi città.
Il clima della Lombardia può essere suddiviso in scale:
Macroclimatica ( clima europeo) Mesoclimatica (mesoclima padano, mesoclima alpino e mesoclima insubrico) fino ad arrivare al clima locale e al microclima. La scala mesoclimatica, scelta in questa descrizione, è quella che pare più adatta a formare una visione del territorio lombardo.
Prendiamo in considerazione l'aspetto di questa regione, e notiamo degli elementi fisici che incidono sul clima, ad esempio la vicinanza del Mediterraneo, chiara fonte di masse d'aria che siano umide o miti, oppure la presenza di barriere naturali (arco alpino ed appennino) creanti discontinuita' orografiche, la presenza di laghi prealpini con noti effetti climatici, oppure l'area metropolitana milanese.
Per questi motivi vengono distinti 3 mesoclimi principali: padano, alpino e dei laghi, Insubrico, urbano.
Clima Padano e clima Insubrico
La Pianura Padana dal punto di vista climatico non e' uniforme, si hanno pioggie limitate (da 600 a 1000 mm), ma bene distribuite nel corso dell'anno, temperature medie annue tra 11°- 14°C, nebbia frequente,(ma con intensita' minore rispetto a 10-15 anni fa) ventosita' ridotta ed umidita' relativa a temporali frequenti
Nel periodo invernale presenta spesso uno strato d' aria fredda in vicinanza del suolo, determinante in assenza di vento il formarsi di gelate e nebbie a volte persistenti si diradano solo nel pomeriggio. La nebbia è principalmente diffusa nella parte bassa della Pianura Padana dove i corsi d'acqua abbondano e ne favoriscono la formazione. Le estati in pianura sono calde, umide, afose e moderatamente piovose. Le temperature, in tale periodo, superano i 30 °C e l'umidità può superare il 90% causando quel fenomeno di caldo umido comunemente chiamato afa, condizione aggravata dalla scarsa ventilazione tipica della Pianura Padana che è una delle zone meno ventilate d'Europa. Le perturbazioni di stampo atlantico-mediterraneo o da quelle di origine artico-russa sono le principali cause del mal tempo. La neve, abbondante sui rilievi, può cadere anche in pianura.
Difficile che in questo periodo le perturbazioni influenzino la zona,a volte però tali condizioni si verificano con precipitazioni diventare nevose in presenza di apporti di aria fredda siberiana (il famoso anticiclone russo). Il passaggio alla primavera di solito e'brusco e caratterizzato da perturbazioni che ne determinano periodi di piovosita' man mano che la stagione avanza i fenomeni assumono carattere temporalesco.
Tale attività ha apice nel periodo estivo ove si registrano accumuli di energia utile per innescarla e mantenerla risultando intensa con precipitazioni quantitativamente superiori a quelle del periodo invernale. In autunno sono frequenti perturbazioni atlantiche, che possono dare luogo a precipitazioni rilevanti periodo favorevole alla manifestazione di situazioni alluvionali nell’area padana. In questa’area l’area insubrica abbonda di precipitazioni in cui l’azione delle masse d'acqua dei laghi contiene gli abbassamenti termici dell'inverno e mitiga la calura nel periodo estivo.
Clima alpino
In montagna il clima è di tipo Alpino con inverni freddi e con frequenti giornate di gelo. La zona alpina con temperature invernali rigide, temperature estive poco elevate, piogge piuttosto abbondanti concentrate in estate con valori più alti nella fascia altimetrica dei 500-1500 m, intensa radiazione solare ed alta ventosità garantita tanto dalle brezze che dall’interazione del rilievo con la circolazione generale (foehn)
Il clima di quest’area ha spiccata variabilità locale sia a causa delle diverse altitudini sia per effetto dell’esposizione dei versanti. Da segnalare, la zona alpina interna, caratterizzata in particolare da scarsità di precipitazioni (clima endoalpino).
Le zone limitrofe ai grandi laghi hanno un clima mite, più simile a quello mediterraneo che a quello continentale, con inverni meno freddi ed estati calde ma più ventilate. Queste condizioni permettono la coltivazione di ulivi e agrumi nelle zone più riparate. La fascia prealpina e l'alto Oltrepò hanno un clima di tipo temperato fresco, la media montagna alpina un clima temperato freddo e le vette un clima di tipo nivale.
Clima urbano
Non possiamo non ricordare poi il clima delle aree urbane. Le aree urbane hanno temperature sensibilmente superiori a quelle delle aree rurali circostanti sono alterati anche i livelli di precipitazione, d' umidità relativa e di vento. Il clima urbano trae origine da una serie di fattori, fra cui le emissioni di calore, umidità e polveri collegate all’attività dell’uomo.In Lombardia "l’isola di calore" più consistente è quella di Milano, in inverno con condizioni di tempo stabile e cielo sereno le temperature minime notturne del centro città risultano ormai di 4-6°C al di sopra di quelle registrate nelle aree rurali vicine. A Milano città, la temperatura minore mai registrata dall' Osservatorio di Brera dal 1876 è stata di -15 °C, la maggiore di 39,3 °C nella caldissima estate 2003.
Le principali stazione meteorologiche che permettono di monitorare il clima della Lombardia e che fanno capo al Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare Italiana, sono quelle di Bergamo Orio al Serio, Brescia Ghedi, Brescia Montichiari, Milano Linate, Milano Malpensa e di Monte Bisbino.
Materiale tratto da www.agendamilano.com