Essendo tutto compreso nell'area alpina, il Trentino-Alto Adige ha un tipico clima di montagna, con inverni rigidi ed estati fresche; la piovosità non è molto elevata, con minimi invernali e massimi in primavera e in autunno. Tuttavia la regione è suddivisa in varie zone climatiche, più di quante si potrebbero supporre.
Vi sono valli nelle quali le temperature sono anche molto più miti della media, perché risultano protette dai venti del nord da una compatta orlatura montuosa (per esempio la Val Venosta), altre che al contrario hanno temperature più basse, perché vi si incanalano con facilità i venti di tramontana d'Oltralpe (per esempio la valle dell'Isarco). Inoltre nei fondivalle più estesi le condizioni climatiche diventano quelle proprie dei climi di tipo continentale, cioè con inverni freddi ed estati anche molto calde: così a Vipiteno (in provincia di Bolzano), posta a 948 m di quota in una conca della valle dell'Isarco, la media estiva a luglio è di 25 °C (contro i 23 °C di Riva del Garda, temperata peraltro dalla presenza del lago) e quella media di gennaio è di -5 °C (+3 °C a Riva). Comunque esiste una fondamentale differenza tra la valle dell'Adige sino a Merano e il resto della regione.
Le temperature annue più elevate si registrano a Bolzano e a Merano, a circa 300 m di quota, con medie di 12 °C; in entrambe le città non sono infrequenti delle punte massime estive anche superiori ai 35 °C. Invece la media annua a Dobbiaco, località della Val Pusteria (non particolarmente rilevante l'altitudine: 1.256 m) è di soli 3,5 °C, a causa sia degli inverni molto rigidi sia delle estati non calde. Le aree dove più copiose sono le precipitazioni (dall'autunno all'inizio della primavera con frequenti nevicate invernali) corrispondono ai rilievi del Trentino sudorientale, direttamente investiti dai venti umidi provenienti dal mar Adriatico; i massimi sono comunque sui 1.700 mm annui. Le aree più asciutte sono invece alcune zone particolarmente protette dell'Alto Adige: in alcune località della Val Venosta si toccano minimi di 500-600 mm annui.
La regione può vantare un'antica tradizione culturale di tutela dell'ambiente; le aree variamente protette occupano circa il 20% della superficie territoriale, con discreto vantaggio per l'Alto Adige, che raggiunge quasi il 23%. Include una vasta sezione del Parco nazionale dello Stelvio; a partire dagli anni Settanta ha provveduto a istituire numerosi parchi, privilegiando la zona delle Dolomiti. Tra questi ultimi si ricordano il Parco regionale dell'Adamello-Brenta (43.600 ettari), i parchi naturali del gruppo di Tessa (33.000 ettari), l'Alpe di Fanes-Sennes-Braies (27.000 ettari), dello Sciliar (di eccezionale interesse geologico, includendo una remotissima e pressoché intatta scogliera corallina, formatasi in mari caldi, tropicali), delle Pale di San Martino, del gruppo delle Odle, e la riserva naturalistica del Laghestel di Pinè, nella valle trentina di Pinè.
"Trentino-Alto Adige," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2008
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