Il clima abruzzese è fortemente condizionato dal massiccio montuoso appenninico, che perciò divide nettamente il clima della fascia costiera e delle colline subappenniniche da quello delle fasce montane più elevate: le prime zone citate dunque presentano delle caratteristiche di tipo semi-mediterraneo, con temperature che decrescono progressivamente con l'altitudine e precipitazioni che aumentano invece con il rilievo (basta citare Pescara, che a circa 10 m ha temperature medie sui 15,5 °C e piogge annuali di poco superiori ai 700 mm, e Chieti, che posta su un colle di 330 m, registra temperature medie superanti leggermente i 13 °C, ma precipitazioni più copiose, con valori annui di circa 900-1000 mm). Lungo le coste, nonostante la la presenza mitigatrice del mare, sono frequenti e intese le ondate di freddo con abbondante neve anche lungo le coste. Gli inverni dunque sono, a differenza delle coste tirreniche poste alla stessa latitudine, particolarmente rigidi a causa dell'esposizione di tali luoghi alle perturbazioni nevose dell'Est europeo.
Nei territori interni, e specialmente in quello aquilano e marsicano, in inverno le gelate sono frequenti, e il termometro, in determinate conche montane come Campo Imperatore e Campo Felice può scendere anche di 25 gradi al di sotto dello 0 anche più giorni in un solo anno. La piana del Fucino in condiziono di innevamento con un ondata di freddo abbastanza forte può raggiungere minime ugualmente molto basse: nel 2002 ad Avezzano centro si sono raggiunti -19° e sono stati riportati fino a -33° nella piana, fuori da isole di calore, mentre nel 1985 -26° ad Avezzano centro e -32° a Telespazio. All'inizio di settembre 2007 vi sono state registrate molte gelate-. L'Abruzzo è una delle zone più nevose d'Europa. Accumuli medi annui di 1 m sono frequentissimi, anche a 600-700 m, e in alcune zone montane la media raggiunge 3 metri e più (come Roccacaramanico, Cappadocia, Passo Lanciano con alcune invernate con accumuli di 6 m (come nel 2003 e 2005 (nel 1929 10,49 m a Roccacaramanico). Quest'ultimo paese detiene anche il record mondiale non ufficiale di neve in 1 giorno: 360 cm il 17 dicembre 1961.
È poi da notare come i minimi pluviometrici annui si riscontrino nelle vallate più interne, notevolmente riparate dalle perturbazioni, come la Valle Peligna, o la valle del fiume Tirino, che in alcuni punti (Ofena, Capestrano) registra a stento 500 mm, e non lungo le coste, dove non scendono mai al di sotto dei 600 mm. I massimi pluviometrici si riscontrano invece nei massicci montuosi maggiormente esposti alle perturbazioni atlantiche, e si aggirano sui 1500-2000 mm.
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