Raffreddare il pianeta con la geoingegneria, il piano degli scienziati

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Una tecnologia che si ispira alle tracce rilasciate dalle navi sull’oceano.

Il cambiamento climatico è ormai un fenomeno inequivocabile, difficile da negare, che stiamo tentando di contenere. Finora, però, non sembra che abbiamo trovato un modo efficace per affrontarlo, mentre le emissioni di gas serra continuano ad aumentare e il clima continua a riscaldarsi. Ora un team di ricercatori dell’Università di Washington, del Palo Alto Research Center (PARC) e della Pacific Northwest National Library ha un piano innovativo che si scosta dalle soluzioni pensate finora, e prevede il raffreddamento del pianeta attraverso le nuvole.

Il Marine Cloud Brightening Project è frutto della collaborazione internazionale di scienziati atmosferici e altri esperti, che ha lo scopo di approfondire la conoscenza della risposta delle nuvole alle particelle di aerosol. “Siamo interessati ad esplorare il potenziale per illuminare intenzionalmente le nuvole basse marine aumentando la popolazione naturale di particelle di aerosol marino”, scrivono i ricercatori.

Il progetto si ispira alle nuvole prodotte dalle emissioni delle navi, che possono produrre a loro volta un effetto di raffreddamento tramite processi che si verificano naturalmente in atmosfera. Gli scienziati si sono chiesti: e se potessimo ottenere lo stesso effetto senza rilasciare gas serra e inquinanti tossici?

Ci sarebbero molti vantaggi in un tale sistema di raffreddamento. Innanzitutto, si utilizzerebbe l’acqua di mare per generare le particelle nel cielo, che è una fonte abbondante e gratuita di materia innocua per l’ambiente e che verrebbe restituita all’oceano – almeno per la maggior parte – una volta terminati i test. Il processo non richiederebbe l’utilizzo necessario degli aerei, ma svolgersi al livello del mare, riducendo sia i costi che le emissioni associate al progetto.

Il team sta lavorando in primo luogo sulla possibilità di aumentare in modo affidabile e prevedibile la riflettività delle nuvole generate dall’uomo. Modellando i risultati si avrà una stima di come il progetto influenzerebbe il clima sia a livello locale che globale, per escludere effetti negativi. Nel complesso, il piano sembra promettente, con pochi rischi associati.

Tuttavia, fin quando il progetto non avrà superato i test con successo, è difficile prevederne l’efficacia e l’applicabilità. Se funzionerà, il Marine Cloud Brightening Project potrebbe diventare una tecnologia sicura quanto necessaria per affrontare il cambiamento climatico.

Articolo di Erika del 15 Settembre 2021 alle ore 16:48

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