L’ultima salvezza per il rinoceronte bianco settentrionale sono 5 embrioni creati in laboratorio

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Dopo la morte dell’ultimo esemplare maschio, restano soltanto due femmine in tutto il mondo, che potrebbero cambiare le sorti della specie grazie alla fecondazione in vitro.

In tutto il mondo oggi restano soltanto due esemplari femmina del rinoceronte bianco settentrionale, una specie ormai destinata all’estinzione. L’ultima speranza risiede in 5 embrioni creati artificialmente, che potrebbero cambiare le sorti di questi grandi animali africani, il cui ultimo esemplare maschio è scomparso nel marzo 2018, in Sudan. E’ una corsa contro il tempo per il team di ricercatori internazionale impegnato nel tentativo di salvare la specie, attraverso avanzate tecnologie di riproduzione.  

L’ambizioso piano dei ricercatori di BioRescue, del Leibniz Institute for zoo and wildlife research (Izw) di Berlino, prevede di utilizzare gli ovuli delle ultime due femmine rimaste in vita, Fatu e Najin, e di fecondarli in laboratorio. Date le condizioni di salute dei due esemplari, però, gli embrioni saranno impiantati in due femmine di rinoceronte bianco meridionale, la cui popolazione è di 17.000-19.000 esemplari, che assumerebbero l’importante ruolo di madri surrogate.

I primi due embrioni erano stati creati con successo nel 2019, ma i nuovi ottenuti nel 2020, nel mese di dicembre, hanno aumentato le possibilità di sopravvivenza della specie portando il totale a cinque. Finora, la fecondazione in vitro per la salvaguardia delle specie a rischio estinzione è stata già sperimentata, ma si tratta di una tecnologia ancora limitata a poche specie. Negli ultimi anni gli scienziati hanno ottenuto buoni risultati con un gruppo di elefanti africani di Savana, l’elefante asiatico, il panda gigante e il furetto dai piedi neri.

La ricerca sulla fecondazione assistita potrebbe fornire un fondamentale strumento per salvare le specie che altrimenti andrebbero incontro all’estinzione certa. Non bisogna però  considerare la tecnologia, per quanto abbia successo, come l’unica soluzione a questo problema globale, che va invece affrontato innanzitutto proteggendo l’ambiente e le specie viventi, preservando i loro habitat e riducendo al massimo gli impatti umani sulla natura.

Articolo di Erika del 18 Gennaio 2021 alle ore 22:08

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