La crisi climatica porterà enormi sofferenze (di cui non si parla), l’appello di 11.000 scienziati

Incentrare gli obiettivi sulle emissioni di carbonio non è sufficiente, bisogna definire una serie di indicatori dell’entità dell’emergenza climatica.

A meno che non ci sia una profonda trasformazione nella società globale, le persone si troveranno ad affrontare “sofferenze indicibili a causa della crisi climatica”. È l’appello di 11.000 scienziati provenienti da 153 nazioni, esposto in una dichiarazione pubblicata sulla rivista BioScience. Non c’è tempo da perdere, avvertono gli esperti. La crisi climatica è più grave del previsto, “minacciando gli ecosistemi naturali e il destino dell’umanità”.

Secondo William Ripple, professore presso la Oregon State University e autore principale della dichiarazione, incentrare gli obiettivi sulle emissioni di carbonio non basta: bisogna definire una gamma di indicatori delle cause e degli effetti della crisi climatica. Molte attività umane hanno creato nel tempo tendenze preoccupanti in continua espansione, che sono fortemente impattanti nel quadro generale dell’emergenza. “La crisi climatica è strettamente legata al consumo eccessivo dello stile di vita ricco”, alla crescita del PIL mondiale, all’aumento costante dei trasporti aerei, spiegano gli scienziati.

“Dovrebbe essere monitorato un set più ampio di indicatori”, afferma il co-autore Thomas Newsome, dell’Università di Sydney, “tra cui la crescita della popolazione umana, il consumo di carne, la perdita della copertura arborea, il consumo di energia, i sussidi per i combustibili fossili e le perdite economiche annuali a causa di eventi meteorologici estremi”. L’intervento basato su questi fattori è necessario e urgente, al fine di apportare importanti trasformazioni nella società e nel modo in cui essa interagisce con gli ecosistemi naturali. “Per garantire un futuro sostenibile, dobbiamo cambiare il modo in cui viviamo”, si legge nella dichiarazione.

Nonostante 40 anni di negoziati sul clima, abbiamo in gran parte fallito nell’affrontare il problema, spiegano gli scienziati. A preoccupare sono soprattutto i punti di svolta irreversibili, che potrebbero causare gravi interruzioni negli ecosistemi, rendendo potenzialmente inabitabili vaste aree della Terra e danneggiando in modo inequivocabile società ed economie. A fronte di ciò, è stata evidenziata una serie di azioni urgenti e necessarie, che includono misure come la carbon tax, il controllo demografico secondo un approccio etico – come il prolungamento dell’istruzione femminile nei paesi di interesse, il ripristino della copertura arborea, la riduzione dello spreco alimentare e del consumo di carne.

Gli scienziati, afferma Ripple, hanno l’obbligo morale di avvertire l’umanità di minacce potenzialmente catastrofiche. “È tempo di andare oltre la semplice ricerca e pubblicazione e di rivolgersi direttamente ai cittadini e ai responsabili delle politiche”.

Articolo di Erika del 06 Novembre 2019 alle ore 13:03

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