Prospettive nevose per il nord Italia lunedì, ma attenzione all’incertezza…

Nuove prospettive fredde e nevose per il weekend dell’Immacolata ed il lunedì successivo. L’arrivo di una massa d’aria fredda ed il successivo ritorno di aria calda creerà le condizioni ideali per la comparsa di neve anche a bassa quota al nord Italia. Ma quanto è affidabile questo tipo di previsione? 

L’animazione che vi proponiamo qui di seguito contiene la previsione di una speciale variabile per il periodo che va dall’otto all’undici dicembre. Si tratta della temperatura potenziale equivalente, un nome complicato che tuttavia descrive un concetto molto semplice ovvero l’unione di temperatura ed umidità in un solo valore che permette di tracciare l’evoluzione dei fronti di aria calda e fredda. Seguendo l’evoluzione prevista per i prossimi giorni si nota una imponente discesa di aria fredda (colorazioni verdi-blu) sul centro Europa e su parte del Mediterraneo, seguita da una risalita di aria calda (colorazioni giallo-rosse).

Animazione della previsione del modello ICON per la temperatura potenziale equivalente in quota, una variabile che mostra il contrasto tra masse d’aria con caratteristiche molto diverse

Sarà proprio l’alternanza di questi due fattori a creare una evoluzione meteorologica tanto affascinante quanto pericolosa sulle regioni settentrionali del nostro paese. 

Un ingrandimento sul continente europeo dei venti previsti in quota proprio per le giornate del 9 ed 11 dicembre mostra bene la rotazione dei venti associata con la discesa di aria fredda (pannello superiore) e con la successiva risalita di aria calda (pannello inferiore).

Posizione della corrente a getto prevista sull'Europa tra il 9 ed 11 dicembre

Posizione della corrente a getto prevista sull’Europa tra il 9 ed 11 dicembre

Come si ripercuoterà un cambiamento del genere alla superficie?

L’aria fredda arrivata con la prima incursione farà calare le temperature su tutte le regioni del nostro paese, pur senza produrre precipitazioni degne di nota. Con la successiva rotazione dei venti, che spireranno non più da nord ma da sud-ovest, l’aria fredda verrà scalzata dall’arrivo di aria più calda ovunque tranne che sulle regioni settentrionali. Qui, infatti, la protezione offerta dalla catena alpina permetterà all’aria fredda di rimanere “incastonata” per molti giorni e costringerà l’aria calda a scorrervi sopra, causando la comparsa di precipitazioni che risulteranno nevose a quote pianeggianti. 

Una dinamica che viene catturata già da alcuni modelli di previsione come quello che vi mostriamo di seguito. Con la linea tratteggiata viola abbiamo evidenziato proprio il limite tra aria fredda e calda causato dalla circolazione dei venti.

Altezza di geopotenziale e temperatura ad 850 hPa di quota; altezza manto nevoso prevista

Altezza di geopotenziale e temperatura ad 850 hPa di quota; altezza manto nevoso prevista

Con temperature del genere in quota le abbondanti precipitazioni cadranno sotto forma di neve a quote pianeggianti su gran parte della pianura padana, come mostra il pannello inferiore dell’immagine precedente. Dobbiamo ammettere che fa una certa impressione vedere accumuli fino a 20-30 cm previsti per la fascia pedemontana…e uno scenario del genere non è da escludere!

C’è da dire, però, che ad oggi vi sono ancora alcune incertezze sulla posizione della massa d’aria fredda a ridosso delle Alpi, come mostrato dall’immagine sottostante. Qui ogni linea colorata rappresenta uno scenario previsionale diverso ottenuto dallo stesso modello: notate la divergenza presente tra i diversi scenari. Un minimo spostamento di queste linee potrebbe causare la transizione tra pioggia e neve. 

Previsione probabilistica  del campo di temperatura in quota

Previsione probabilistica del campo di temperatura in quota

Rimane comunque una evoluzione da monitorare attentamente.

Articolo di Guido Cioni del 07 Dicembre 2017 alle ore 10:35

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