Gli oceani non sono mai stati così caldi, superato un nuovo record

L’anno scorso le temperature oceaniche hanno registrato il record più alto della storia.

Il riscaldamento degli oceani guidato dal cambiamento climatico ha battuto il record per il sesto anno consecutivo, secondo una nuova ricerca. Nel 2021 le temperature oceaniche sono state le più calde mai registrate fino a 2.000 metri di profondità, e questo nonostante la Niña, l’evento atmosferico di raffreddamento periodico che ha origine sulle acque del Pacifico.

“Il contenuto di calore oceanico è in continuo aumento, a livello globale, e questo è un indicatore primario del cambiamento climatico indotto dall’uomo”, ha affermato Kevin Trenberth, scienziato del clima presso il National Center for Atmospheric Research in Colorado e coautore della ricerca, pubblicato in Advances in Atmospheric Sciences.

Il riscaldamento degli oceani sta contribuendo a potenziare tempeste, uragani e piogge estreme, aumentando il rischio di gravi inondazioni. Inoltre, le acque oceaniche più calde penetrano nelle vaste calotte glaciali della Groenlandia e dell’Antartide, le quali perdono complessivamente circa un trilione di tonnellate di ghiaccio all’anno, alimentando l’innalzamento del livello del mare.

Man mano che assorbono l’anidride carbonica in eccesso emessa dall’attività umana, gli oceani vanno incontro al fenomeno dell’acidificazione, spiegano i ricercatori, con la conseguenza dello sbiancamento dei coralli e quindi la distruzione dell’habitat naturale di un quarto della fauna marina mondiale, minacciando anche l’approvvigionamento di oltre 500 milioni di persone.

Gli oceani pagano il prezzo più alto dell’impatto delle attività umane: negli ultimi 50 anni hanno assorbito più del 90% del calore prodotto, proteggendo le specie e l’umanità da temperature che oggi sarebbero già letali. Nel 2021 gli oceani hanno assorbito 14 zettajoule in più rispetto all’anno precedente, vale a dire una quantità di energia 145 volte maggiore dell’intera produzione mondiale di elettricità.

I valori più preoccupanti si registrano nell’Atlantico e nelle aree meridionali, scrivono gli esperti, ma spiccano negli ultimi 3 decenni anche i valori in aumento nel Pacifico settentrionale e nel Mediterraneo. La tendenza generale è oggi decisamente marcata, rendendo inconfutabile l’impronta delle attività umane, secondo il team di 23 ricercatori.

Fino a quando non raggiungeremo le emissioni nette zero, il riscaldamento andrà avanti e continueremo a battere i record di contenuto di calore oceanico”, ha affermato Michael Mann, scienziato del clima presso la Penn State University. “Una migliore consapevolezza e comprensione degli oceani sono una base per le azioni per combattere il cambiamento climatico”.

Articolo di Erika del 14 Gennaio 2022 alle ore 18:22

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