La Niña torna dopo soli 5 mesi, gli effetti sul clima

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Durerà fino alla primavera 2022 e avrà effetti anche in Italia.

Per il secondo anno consecutivo il mondo si dirige verso un nuovo evento della Niña, che tra gli effetti principali potrebbe intensificare una stagione degli uragani atlantici già impegnativa, ma anche accentuare le gravi siccità nella regione occidentale degli Stati Uniti.

Sono passati solo 5 mesi dalla fine della Niña iniziata nel settembre 2020, ma la National Oceanic and Atmospheric Administration degli USA ha avvertito che è in corso un nuovo raffreddamento del Pacifico, la controparte del modello più caldo del Niño. Questo naturale processo di raffreddamento nel Pacifico influisce sul clima globale per mesi, talvolta anni, pur restando soggetto a grande variabilità.

Secondo quanto riferito dal vicedirettore del Climate Prediction Center della NOAA, Mike Helpert, c’è una probabilità del 57% che La Niña quest’anno sia moderata e solo del 15% che sia intensa. È improbabile che l’evento sia nuovamente forte come l’anno scorso, poiché quando si verifica per il secondo anno consecutivo la sua potenza non è solitamente all’altezza del precedente.

Helpert ha affermato che La Niña dovrebbe estendersi fino alla prossima primavera. Nel Nord America, dove l’evento ha un impatto più marcato, le conseguenze saranno diversificate: la regione sud-occidentale potrebbe vedere peggiorare ulteriormente le condizioni di grave siccità, mentre le aree settentrionali avranno probabilmente più precipitazioni.

Per la stagione degli uragani atlantici, già molto attiva con 20 tempeste nominate quest’anno, La Niña potrebbe significare una maggiore probabilità di eventi intensi fino al mese prossimo, sebbene non sembrano esserci i presupposti per una stagione come quella del 2020, con il record di 30 tempeste nominate.

Gli effetti della Niña sull’Europa sono generalmente più deboli, poiché sia questa che El Niño si scontrano con altre dinamiche atmosferiche alle medie latitudini. Gli studi hanno però evidenziato che durante la fase calda le precipitazioni tendono ad aumentare in Europa centro-orientale, mentre la fase fredda tende ad accentuare la siccità nella regione sud-occidentale.

In Italia potremmo osservare frequenti perturbazioni in discesa dal Nord Atlantico, in particolare nei primi mesi della stagione invernale. Nonostante la tendenza termica oltre la media anche quest’anno, le irruzioni di aria fredda e le nevicate potrebbero raggiungere anche le pianure settentrionali, analogamente a quanto osservato l’anno scorso.

In generale, sia La Niña che El Niño possono avere ripercussioni sul vortice polare stratosferico, incrementando la probabilità di improvvisi riscaldamenti della stratosfera terrestre (strat-warming).  

Articolo di Erika del 17 Ottobre 2021 alle ore 18:38

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