Petrolio nel Mediterraneo, per Israele è il peggior disastro ecologico di sempre

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Lo sversamento potrebbe aver causato anche la morte della giovane balenottera spiaggiata. Le cause della fuoriuscita non sono ancora chiare.

Secondo gli esperti si tratta della “peggiore catastrofe ecologica dello Stato”, una gravissima perdita di petrolio che sta contaminando la costa mediterranea di Israele e probabilmente decimando la popolazione di fauna marina locale. Lo sversamento potrebbe essere anche alle origini del decesso della giovane balenottera spiaggiata sul litorale Nitzanim.

Le autorità hanno chiuso al pubblico tutte le spiagge da Rosh Hanikra ad Ashkelon, da nord a sud del Paese, mentre si indaga sulle origini dell’enorme macchia nera che sta devastando il territorio. Lungo la costa sono state rinvenute numerose carcasse di tartarughe marine e pesci uccisi dal catrame e non è escluso che anche la balenottera di 17 metri trovata in questi giorni sia stata vittima dello sversamento. Proprio quest’ultima aveva attirato i sospetti sulla contaminazione del mare: l’autopsia sul cetaceo ha infatti rilevato la presenza di liquido nero nei polmoni, screditando la teoria che fosse deceduto da settimane.

Dalla Israel Nature and Parks Authority (INPA) avvertono che le indagini sulla carcassa dell’animale e dei campioni prelevati saranno di ulteriore aiuto per risalire al momento della fuoriuscita di petrolio, sulla quale sembra esserci ancora poca chiarezza. Non è ancora possibile affermare con certezza se si tratta di petrolio greggio o gasolio pesante, fin quando non sarà confermata la causa dello sversamento.

Le immagini satellitari hanno confermato per ora che l’11 febbraio una macchia nera sospetta si era formata a circa 50 km dalla costa. Alcuni filmati mostrano inoltre una decina di navi di passaggio nell’area in quei giorni, secondo quanto riportato su Times of Israel, alle prese con il mare in tempesta e le difficili condizioni meteo. Questo potrebbe aver contribuito ad una perdita di sostanze inquinanti, ma sono necessarie ulteriori analisi.

Numerose associazioni ambientaliste e volontari stanno cercando di ripulire le spiagge colpite, ma la quantità di catrame in mare ha sollevato grandi preoccupazioni per la fauna selvatica, che potrebbe aver subito danni irreparabili. Secondo le stime, le vittime tra le creature marine potrebbero arrivare fino al 90% della popolazione.

Articolo di Erika del 22 Febbraio 2021 alle ore 18:04

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