Clima: 2 gradi in più basteranno per “annientare” le foreste pluviali tropicali

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Un nuovo studio conferma che all’aumento delle temperature corrisponde un rilascio maggiore di carbonio immagazzinato dalle foreste. Superata la soglia massima di tolleranza, il processo di assorbimento comincerebbe ad invertirsi.

Attraverso la fotosintesi e la crescita costante, le foreste pluviali tropicali sono in grado di rimuovere dall’atmosfera enormi quantità di carbonio. Questo processo è fondamentale per contenere il riscaldamento globale, ma una volta superata la soglia di calore massima sopportabile dalla vegetazione, tenendo conto della progressiva riduzione della stessa per mezzo della deforestazione, la crescita degli alberi sarebbe indotta a rallentare e così la fotosintesi, innescando un processo di decomposizione e rilascio di quel carbonio nuovamente nell’atmosfera. Per questo motivo, gli scienziati temono che l’impatto dei cambiamenti climatici si traduca a lungo termine nella morte che supera la crescita della vegetazione, con il risultato che la capacità di contenimento del riscaldamento da parte delle foreste sarà via via inferiore.

Un nuovo studio, pubblicato su Science, mostra che le foreste tropicali hanno un limite di assorbimento di carbonio. Il rilascio eccessivo di carbonio dalle attività antropiche insieme alla crescente riduzione delle foreste stanno spingendo questo processo verso un punto di non ritorno. Le foreste tropicali svolgono un ruolo essenziale nel contenimento del riscaldamento e sebbene siano generalmente calde e umide, sono soggette a numerose variazioni climatiche. Alcune foreste nell’area meridionale dell’Amazzonia raggiungono i 35 °C nei mesi più caldi dell’anno, mentre quelle delle Ande non superano i 26 °C. Anche le piogge cadono in maniera molto differenziata a seconda delle zone: alcune foreste pluviali, nonostante il nome, non vedono precipitazioni per periodi molto lunghi. Lo studio di queste variazioni ha aiutato il team internazionale a capire in che modo il clima influisce sulla quantità di riserve di carbonio delle foreste tropicali, per prevedere i possibili cambiamenti di questo sistema in futuro.

I ricercatori hanno esaminato oltre mezzo milione di alberi in 813 foreste tropicali, registrando diametro, specie e altezza dell’albero in ogni patch forestale. Dopo qualche anno, i 223 esperti hanno rianalizzato le stesse foreste misurando la crescita di ogni albero, la morte e la nascita di nuovi arbusti, attraverso l’uso di tag numerici tracciabili permanentemente. Complessivamente sono state identificate circa 10.000 specie di alberi e sono state effettuate 2 milioni di misurazioni in 24 paesi. In base ai dati rilevati nel corso di diversi anni, i ricercatori hanno scoperto che le foreste tropicali possono tollerare piccoli cambiamenti di temperatura, ma solo fino a un certo punto. Per compensare gli aumenti di temperatura nei periodi più caldi dell’anno, queste foreste rilasciano fino a 4 volte più carbonio in atmosfera. A sua volta, un clima più caldo e secco tende a ridurre la crescita degli alberi, favorendone la decomposizione e il rilascio di carbonio.

Ad oggi, esiste l’opportunità di preservare le capacità di adattamento delle foreste ai cambiamenti climatici, ma questo sarebbe possibile con un’azione immediata. Oltre a proteggere le foreste esistenti, bisognerebbe impedirne la frammentazione e “collegarle” in modo da consentire alle diverse specie arboree di muoversi man mano che il clima si riscalda. Un processo a cui contribuiscono il vento e gli animali con il trasporto dei semi da una parte all’altra: più sono frammentate le foreste, meno probabilità ci sono che i semi raggiungano luoghi con le condizioni climatiche adatte. Le porzioni di foreste ridotte sono inoltre più esposte all’aumento di luce, ai danni della siccità e agli incendi, pertanto è fondamentale mantenere le foreste connesse.

Nello scenario migliore, limitando le emissioni potremmo contenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2 °C rispetto ai livelli preindustriali. Questo spingerà quasi tre quarti delle foreste tropicali al di sopra della soglia di calore massima di 32 °C. Ad ogni grado di aumento oltre quella soglia le foreste produrrebbero circa 100 miliardi di tonnellate di Co2, che equivalgono a circa 280 anni di emissioni annuali di carbonio del Regno Unito. Un chiaro incentivo per ridurre le emissioni il più possibile, così da poter limitare ulteriormente il riscaldamento globale e auspicare in un futuro più sano per gli umani e la natura.

Articolo di Erika del 27 Maggio 2020 alle ore 11:40

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