Lockdown: crollo delle emissioni mai visto dalla seconda guerra mondiale

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Il livello di Co2 globale è diminuito del 17%, con il contributo maggiore proveniente dai veicoli e dalle industrie.

L’effetto del lockdown sulle emissioni atmosferiche si conferma significativo ed eccezionale, secondo l’ultimo studio pubblicato su Nature Climate Change, guidato da una collaborazione tra l’Università dell’East Anglia, la Stanford University e il Center for International Climate research di Oslo. Il team ha analizzato i 69 Paesi che responsabili del 97% delle emissioni globali di Co2, evidenziando una variazione totale stimata pari a 1048 milioni di tonnellate di anidride carbonica, con le riduzioni più sostanziali in Cina (242 MTCO2), Stati Uniti (207 MTCO2), Europa (123 MTCO2) e India (98 MTCO2). Secondo i risultati, da gennaio ad aprile 2020 le emissioni globali di carbonio sono quindi diminuite del 17%, raggiungendo valori simili registrati nel 2006.

Diverse ricerche precedenti avevano evidenziato grandi riduzioni in Europa e nel mondo, con i divari più significativi nelle grandi città industriali. I dati recenti sono frutto di un nuovo metodo, con il quale è stata stimata la variazione delle emissioni di Co2 giorno per giorno e in ogni singolo Paese, esaminando i cali nei vari settori impattanti. I trasporti su strada hanno costituito il 43% della riduzione, l’energia elettrica e le industrie il 43% insieme, il traffico aereo il 10%. In Italia, la riduzione totale di Co2 ha raggiunto il 27,7%.

In base alla tendenza generata indirettamente dall’emergenza covid-19, il calo delle emissioni osservato quest’anno rappresenterebbe il taglio annuale di gas serra più grande dalla seconda guerra mondiale. Ma questo non sarebbe sufficiente, secondo gli autori, a determinare un miglioramento rispetto al cambiamento climatico. Si tratta di una riduzione quasi irrilevante rispetto all’accumulo di emissioni visto finora, considerando che un rientro a pieno regime delle attività economiche potrebbe verosimilmente generare una spinta delle emissioni per accelerare i tempi di ripresa.

Secondo il rapporto dell’Unep, le emissioni di gas serra dovrebbero diminuire almeno del 2,7% entro il 2030 per mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2 °C e del 7,6% per restare sotto i 1,5 °C. Tra gli scenari previsti dal team per la fine di quest’anno c’è l’ipotesi di una riduzione del 4-7% delle emissioni globali, cosa che sarebbe possibile soltanto con un’azione coordinata tra i governi e un cambiamento radicale dei sistemi economici. “Pur essendo una tragedia umanitaria, il Covid-19 ci ha costretti a guardare il problema del clima con occhi diversi”, ha affermato il co-autore Glen Peters, direttore di ricerca presso il Cicero. “Le politiche di confinamento per il coronavirus non hanno lo scopo di risolvere la crisi climatica, ma i dati in tempo reale che raccogliamo possono aiutarci a progettare politiche climatiche più efficaci in futuro”.

Articolo di Erika del 20 Maggio 2020 alle ore 12:16

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