Negli ultimi 10 anni la velocità del vento è aumentata

L’eolico potrebbe crescere del 37% entro il 2024. Ma la velocità potrebbe di nuovo diminuire dopo questo decennio.

Secondo un team di ricercatori internazionali che ha condotto lo studio, pubblicato su Nature, alla base del fenomeno ci sono cambiamenti nella circolazione atmosferica e nei modelli oceanici. Dopo il declino iniziato negli anni ’80, dal 2010 in poi il vento ha iniziato a soffiare più veloce, il che rappresenta una buona notizia per il settore dell’energia eolica.

La forte riduzione della velocità dei venti, nel periodo chiamato “quiete terrestre”, avrebbe potuto significare un grosso calo per la produzione di energia eolica, ma questo trend risulta invertito da circa 10 anni a questa parte. Le cause che determinano tali cambiamenti sono ancora incerte, ma alcune teorie vedono l’urbanizzazione e il conseguente aumento della rugosità superficiale come possibili fattori determinanti. Ma si tratterebbe di un fattore non sufficiente, evidenzia lo studio, a influenzare da solo la velocità dei venti globali.

I dati rilevati da modelli statistici e 9.000 stazioni meteorologiche nel mondo suggeriscono che dal 2010 in poi la velocità e l’intensità dei venti è aumentata di 3 volte rispetto al periodo di declino precedente. Il team ritiene che la circolazione atmosferica oceanica, ovvero i gradienti di pressione generati dal riscaldamento della superficie terrestre che producono a loro volta le raffiche di vento, giochino un ruolo fondamentale nel fenomeno, insieme ai cambiamenti nell’oceano. Resta comunque plausibile, spiega il co-autore dello studio Adrian Chappell, che la combinazione di circolazione su larga scala e variazione della rugosità abbia causato la variazione della velocità del vento.

In ogni caso, il capovolgimento della cosiddetta quiete terrestre è un passo positivo per l’industria dell’energia eolica, che gli scienziati ritengono possa subire grandi incrementi almeno per i prossimi 10 anni. “Con venti più rapidi”, affermano, “ [entro il 2024] vedremo crescere l’energia prodotta di circa il 37%”. Ciò non esclude comunque una futura nuova inversione della velocità dei venti, che secondo il team è piuttosto probabile si verifichi dopo questo decennio.

Articolo di Erika del 20 Novembre 2019 alle ore 17:19

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