Emergenza in Africa orientale, 300.000 sfollati a causa delle alluvioni

Gravissima la situazione in Somalia, con centinaia di persone ancora intrappolate nelle loro case.

Dopo una lunga siccità, alluvioni e inondazioni hanno messo in ginocchio parte dell’Africa orientale, colpendo soprattutto la Somalia e il Somaliland, dove circa 300.000 persone sono state evacuate. Le piogge torrenziali hanno interessato anche il Sud Sudan, l’Etiopia, il Kenya e l’Uganda. Si tratta di un’emergenza umanitaria e sanitaria, con un impatto devastante per la popolazione, costretta a rifugiarsi dove possibile. L’United Nations high commissioner for refugees (Unhcr) fa sapere che la situazione è critica nei villaggi completamente sommersi, dove centinaia di persone sono ancora intrappolate nelle loro case.

Per far fronte alla tragedia delle inondazioni – tra le peggiori che la Somalia abbia visto – l’Unhcr ha stanziato un fondo di 2,58 milioni di dollari per un aiuto immediato, organizzando una serie di voli carichi di generi di primo soccorso. Altri aiuti umanitari dovrebbero arrivare da paesi vicini, sebbene la sicurezza delle piste di atterraggio è in gran parte compromessa da acqua e fango. Uno scenario disarmante, se si pensa che soltanto a luglio le organizzazioni umanitarie si erano adoperate per aiutare le popolazioni delle stesse regioni colpite dalla siccità estrema.

A creare forte preoccupazione è il rischio igienico-sanitario, poiché gran parte dei distretti colpiti – fa sapere l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) – rischia la diffusione del colera. “In queste zone dove la malaria e la dissenteria sono in recrudescenza, la situazione è critica per molti”, afferma il portavoce dell’Oms Tarik Jasarevic. Nel frattempo più di 2.200 persone sono già state prese in cura per diverse malattie e sono stati dispiegati circa 30 team di intervento di emergenza.

I pericoli legati al sovraffollamento nei rifugi temporanei e alle relative condizioni igieniche vanno poi a sommarsi ai conflitti interni di questi paesi, che ospitano centinaia di migliaia di profughi. L’Oms ha quindi incrementato la sorveglianza nelle zone più a rischio per tenere sotto controllo eventuali situazioni critiche.

Secondo l’Unhcr, le siccità estreme e persistenti alternate alle alluvioni che hanno colpito l’Africa orientale negli ultimi anni sono fenomeni da aspettarsi con frequenza. Probabilmente, le precipitazioni così abbondanti proseguiranno anche a novembre e dicembre, con il rischio di inondazioni ancora più gravi.

Articolo di Erika del 07 Novembre 2019 alle ore 08:06

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