Per il Senato italiano è NO allo stato di emergenza climatica

La mozione per dichiarare lo stato di emergenza climatica e ambientale in Italia è stata respinta. Per le associazioni ambientaliste lo stato è “colpevole di inazione”.

Nella Giornata Mondiale dell’Ambiente del 5 giugno, quest’anno dedicata all’inquinamento atmosferico e all’urgenza della decarbonizzazione , si è svolta anche la Seduta del Senato italiano, che proprio in occasione di questa giornata ha deciso di bocciare la mozione per dichiarare l’emergenza climatica a livello nazionale. Una richiesta presentata da Fi, Pd e Leu che hanno avuto il no del Governo, tra il negazionismo della Lega e il silenzio del M5S.

Il dibattito sul riscaldamento globale e la necessità di adottare quanto prima misure di contrasto incisive si è svolto piuttosto in fretta in Parlamento, dove si è votato per approvare 4 mozioni relative ad azioni concrete da intraprendere sul fronte ambientale. Mentre la mozione di maggioranza ha avuto la meglio, sono state respinte le 3 di minoranza, che prevedevano di dichiarare emergenza climatica e ambientale nel nostro Paese.

Si tratta di un passo compiuto da circa 600 giurisdizioni in 13 paesi del mondo e dal Regno Unito come nazione. E mentre il Parlamento italiano non considera l’emergenza climatica, nonostante la comunità scientifica sia unanime nell’affermare che restano solo 12 anni per intervenire al livello globale, lo fa Milano come città, sottoscrivendo la dichiarazione con l’impegno di attuare azioni concrete e repentine contro il cambiamento climatico.

Nel frattempo una rete di associazioni ambientaliste si è già attivata per denunciare lo stato italiano, accusandolo di essere “colpevole di inazione” sul fronte climatico. È stata lanciata anche una campagna web in vista del deposito degli atti dei prossimi mesi, “Giudizio universale – invertiamo il processo”, per richiamare l’attenzione del governo sul tema dell’emergenza.

La mozione della maggioranza approvata dal Parlamento si spiega in diversi punti principali, che prevedono un impegno a ricorrere all’eco-design, favorire l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, promuovere campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini e introdurre l’educazione ambientale nelle scuole. Politiche definite serie e concrete, la cui coerenza è però messa in dubbio dagli esponenti dell’opposizione, che alludono ad una mozione di poco conto rispetto alla portata dell’emergenza in Italia e nell’intero pianeta.

Articolo di Erika del 08 Giugno 2019 alle ore 10:04

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