I cicloni mediterranei saranno meno frequenti, ma più devastanti

I medicane saranno sempre più rari entro il 2100, ma di intensità simile a quella degli uragani. Secondo un recente studio potrebbero raggiungere la categoria 1, con un forte impatto sul territorio e le persone.

 

 

Entro la fine del XXI secolo i cicloni mediterranei di tipo tropicale noti come “medicane” saranno meno frequenti, ma colpiranno il Mediterraneo con maggiore potenza. Ad affermarlo è lo studio “Potential Increase in Hazard From Mediterranean Hurricane Activity With Global Warming”, pubblicato su Geophysical Research Letters da un team di ricercatori spagnoli e statunitensi. Secondo le previsioni, in base al cambiamento climatico le tempeste tenderanno ad avere una struttura più robusta e somigliare più ad uragani, raggiungendo la categoria di rischio 1. Avranno inoltre una durata maggiore con pioggia più abbondante e raffiche di vento più forti.

Attualmente i medicane si verificano poche volte l’anno e raramente raggiungono la forza di un uragano di categoria 1. L’evoluzione delle tempeste mediterranee è prevista per la fine del secolo, tra il 2081 e il 2100. L’aumento di intensità di questi fenomeni nel Mediterraneo era stato previsto da precedenti studi, ma la nuova ricerca è la prima ad avvalersi di un global coupled model, che combina i modelli di circolazione atmosferica e oceanica. Il modello ha consentito l’analisi dell’intensità delle precipitazioni, la tropicalità e la dissipazione di potenza delle tempeste future. I dati evidenziano un maggiore potenziale di distruzione e non escludono che le tempeste tropicali possano arrivare addirittura alla categoria 2. Ciò accadrebbe se i venti superassero i 154 chilometri orari (rispetto ad un massimo di 63 chilometri usuali), con un impatto ancora più significativo per il territorio. Essendo il Mar Mediterraneo sovra-popolato, i medicane, sebbene siano più piccoli degli uragani caraibici, avrebbero un impatto distruttivo sulla popolazione e la società.

Articolo di Erika del 16 Febbraio 2019 alle ore 16:58

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