Quando il diavolo ci mette lo zampino

I cosiddetti “dust devils” (diavoli di polvere) sono piccoli vortici di aria in rapida rotazione che si formano tipicamente in regioni desertiche, ma più raramente anche in Europa. Pur essendo rari e generalmente innocui, sono piuttosto spettacolari da osservare.

In un certo senso potremmo considerarli i fratelli minori dei tornado. Anche i dust devils (diavoli di polvere in inglese) consistono di una colonna d’aria in ascesa e contemporanea rapida rotazione. A differenza dei tornado, però, i dust devils si formano come fenomeni locali e non fanno parte di un sistema perturbato a media scala. Per questo motivo essi sono generalmente innocui, piccoli (tra 1 e 10 metri di diametro) e hanno vita breve, tipicamente tra i pochi minuti e la mezz’ora. Ciononostante, un dust devil è un incontro non comune e spettacolare da osservare (e perché no, anche da riprendere) e va pur sempre considerato come un fenomeno meteorologico raro e per certi versi “estremo”, che raramente può provocare anche lievi danni.

Un dust devils si forma tipicamente a causa dell’instabilità convettiva. L’aria a contatto con il suolo dev’essere molto più calda di quella delle prime decine di metri dell’atmosfera perché possa formarsi un dust devil. Condizioni simili si hanno tipicamente durante la bella stagione, in special modo in regioni molto secche quali il deserto dell’Arizona, dove il sole ha tempo ed energia a sufficienza per arroventare il suolo. L’aria inizia allora ad ascendere e talvolta anche a ruotare su se stessa, qualora vi siano le giuste condizioni di turbolenza. Il dust devil si forma quando si raggiunge una perfetta sinergia tra ascesa e moto rotatorio. Un esempio di dust devil appare nella foto sottostante: si noti come la forma del vortice sia molto irregolare, a differenza di quella più regolare di un tornado.

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Un dust devil ripreso in Arizona.

 

Purtroppo (o per fortuna) un dust devil è destinato ad avere vita breve: non appena, spostandosi a volte anche di pochi metri, attraversa una zona dove l’aria è più fresca, questa viene risucchiata all’interno del vortice, ne abbassa la temperatura ed estingue quindi l’instabilità che ne era la sorgente. I dust devil sono noti per formarsi e dissiparsi nel giro di poche decine di secondi! Anche altri fattori come il vento e la conformazione del suolo giocano un ruolo importante: condizioni di vento anche moderato o la presenza di colline e valli possono pregiudicare il delicato equilibrio necessario alla formazione dei dust devils, che infatti tendono a formarsi in pianura (vedi ad es. l’immagine sotto) e in condizioni di calma di vento.

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Qui si vede persino un secondo dust devil!

 

Curiosamente, i devils possono assumere svariati nomi a seconda del materiale in sospensione nel vortice. Gli ash devils (diavoli di cenere) si osservano in occasione di un incendio, mentre in rari casi sono stati osservati persino degli snow devils (diavoli di neve)! Sembra non esserci limite alla fantasia: la prima immagine qui sotto mostra un coal devil (diavolo di carbone), osservato in Mongolia nelle vicinanze di una miniera. Infine, sembra che il diavolo si diverta anche al di fuori del nostro pianeta: la seconda immagine sottostante mostra un vortice marziano, ripreso dalla sonda Orbiter della NASA.

 

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Un coal devil (diavolo di carbone) osservato in Mongolia nelle vicinanze di una miniera.

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Un vortice di tipo dust devil osservato su Marte dalla sonda Orbiter della NASA.

Articolo di Enrico Di Muzio del 08 Luglio 2018 alle ore 17:48

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