Vegetazione messa a dura prova nell’estate 2017 a causa della siccità, ecco i dati ufficiali

Che l’estate 2017 sia risultata particolarmente calda e secca è un dato di fatto. Mentre le ondate di calore hanno portato il trimestre giugno-luglio-agosto al secondo posto nelle estati più calde degli ultimi 200 anni in Italia, le precipitazioni cadute sono risultate di circa metà inferiori a quelle attese. Questo ha complicato un quadro già piuttosto critico in molte delle regioni italiane, specialmente Toscana e Lazio, vista la cronica assenza di piogge in primavera. 

Una delle conseguenze è stato il mancato sviluppo di una parte della vegetazione, caratteristica che è risultata ben visibile nelle immagini scattate dai satelliti. Tuttavia, invece di mettere semplicemente a confronto due immagini satellitari in “colori naturali” abbiamo deciso di elaborare i dati mensili riguardanti l’attività della vegetazione. Attraverso il calcolo di un indice, chiamato NDVI, è possibile infatti valutare lo stato di salute della vegetazione e quindi capire la differenza rispetto ad anni passati. 

L’immagine sottostante mostra le anomalie di questo indice, ovvero le differenze rispetto alla media calcolata su un periodo di circa 17 anni, per le estati del 2016 e 2017. È immediato notare come l’ultima estate mostri una ridotta attività della vegetazione, indice della mancanza di acqua nelle radici. Viceversa, l’estate 2016 sembra essere stata più umida del normale. 

Anomalie dell'indice NDVI per le estati del 2016 e 2017

Anomalie delle anomalie relative all’indice NDVI per le estati del 2016 e 2017

Osservando solo queste due immagini si sarebbe portati a dire che non si siano mai ripresentati casi come quello del 2017. In realtà analizzando l’intera serie temporale dell’indice, stavolta mediato sull’intera area italiana (figura sottostante), ci si accorge che nel corso dell’estate sono stati raggiunti minimi simili a quelli del 2017. 

Serie temporale dell'indice NDVI mediato sull'area italiana (linea nera), insieme alla variabilità mensile (linee grigie). I cerchi blu indicano il minimo invernale mentre cerchi verdi il massimo estivo

Serie temporale dell’indice NDVI mediato sull’area italiana (linea nera), insieme alla variabilità mensile (linee grigie). I cerchi blu indicano il minimo invernale mentre cerchi verdi il massimo estivo

Da notare il ciclo stagionale della vegetazione che raggiunge un massimo in estate ed un minimo in inverno.

Utilizzando l’immagine precedente basta andare a scegliere le estati del 2012 e 2014 per trovare una contrapposizione simile a quella 2017-2016. 

Anomalie dell'indice NDVI per le estati del 2012 e 2014

Anomalie delle anomalie relative all’indice NDVI per le estati del 2012 e 2014

Insomma, è difficile rendersi conto dell’emergenza siccità da questi dati, probabilmente perché si tratta di dati ricavati indirettamente da rilevazioni satellitari e mediati su una vasta area.

C’è da dire, però, che scegliendo un’area più limitata per la media (in questo caso abbiamo scelto la Toscana) il segnale negativo nei primi mesi del 2017 appare evidente. Notate, infatti, come la linea rossa nella parte destra del grafico rimanga sotto a quella nera, che indica la media su tutta l’area italiana. 

Serie temporale dell'indice NDVI mediato sull'area italiana (linea nera) e sulla Toscana (linea rossa)

Serie temporale dell’indice NDVI mediato sull’area italiana (linea nera) e sulla Toscana (linea rossa)

Insomma, pur usando dati satellitari con una buona risoluzione risulta difficile evidenziare un trend significativo, probabilmente perché il periodo analizzato è troppo corto per rappresentare la variabilità climatica. Questo evidenzia ancora una volta l’importanza dei dati misurati dalle stazioni meteorologiche al suolo che ci permettono di valutare con più accuratezza condizioni di siccità. 

Articolo di Guido Cioni del 27 Settembre 2017 alle ore 18:40

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