“Stella”, la tempesta di neve storica paralizza gli Stati Uniti; contrasti termici impressionanti

Le previsioni emesse nei giorni scorsi sembrano essersi avverate. Nelle ultime ore sulla costa est degli Stati Uniti si è infatti scatenata una vera e propria “tempesta invernale” dovuta all’approfondimento “esplosivo” di una bassa pressione. Stella -questo il nome dato dai media di oltreoceano- ha infatti vissuto un ciclo di intensificazione piuttosto rapido: basti pensare che nelle 12 ore che separano le 7 dalle 19 della sera la pressione è calata di quasi 30 hPa! 

L’animazione dell’immagine satellitare nel campo dell’infrarosso ci permette di seguire la fase di intensificazione e successiva dissipazione del sistema depressionario, che mostra la forma a “virgola” tipica dei cicloni extra-tropicali che si formano a queste latitudini.

Animazione dell’immagine satellitare nel campo dell’infrarosso che mostra la temperatura al top delle nubi

Un fermo immagine relativo alle ore 12 UTC, ovvero le 8 di mattina locali, permette di verificare la potenza di questo sistema. Insieme ai colori, che mostrando l’altezza della sommità delle nuvole permettono di ricavare informazioni sull’estensione verticale delle nubi temporalesche, abbiamo riportato la visibilità (in chilometri) e le condizioni osservate. Nello standard definito dall’organizzazione meteorologica mondiale cerchi verdi indicano pioggia, mentre asterischi rosa indicano neve: maggiore è il numero (da 1 a 4) di questi simboli, maggiore è l’intensità dei fenomeni associati.

Immagine satellitare nel campo dell'infrarosso e visibilità al suolo

Immagine satellitare nel campo dell’infrarosso e visibilità al suolo

Notate come su gran parte delle regioni dove le nubi sono più spesse la visibilità scenda sotto i 400 metri e vengano riportate nevicate di estrema intensità (4 asterischi viola). Di seguito vi mostriamo una testimonianza fotografica che arriva proprio dalle zone interessate da quello che sembra essere una vera e propria bufera di neve.

Una testimonianza fotografica da Holyoke (Massachussets)

Una testimonianza fotografica da Holyoke (Massachussets)

Da notare come il limite tra neve e pioggia sia rimasto vicino alla costa per tutta la durata dell’evento, visto l’imponente trasporto di aria calda ad opera del ciclone stesso. Dando un’occhiata all’altezza della quota a cui si raggiungo gli 0 gradi (lo zero termico) prevista dal modello ed osservata ci si rende conto come in prossimità del centro del ciclone si passi da 3000 metri alla superficie (!).

Zero termico, ovvero altezza della quota a cui si raggiungono gli 0 gradi ,prevista dal modello ICON insieme ai venti vicino al suolo

Zero termico, ovvero altezza della quota a cui si raggiungono gli 0 gradi ,prevista dal modello ICON insieme ai venti vicino al suolo

Una caratteristica che è meglio visibile se si ingrandisce proprio questa area e si considerano sia le temperature al suolo che sulla verticale. Notate come in due località poste a circa 200 km di distanza, Washington D.C. e l’isola di Wallops, la temperatura passi da -1°C a 11°C.

Dettaglio dell'immagine satellitare nel campo dell'inrarosso con sovrapposte le condizioni osservate al suolo, le temperature e la pressione riportata al livello del mare

Dettaglio dell’immagine satellitare nel campo dell’inrarosso con sovrapposte le condizioni osservate al suolo, le temperature e la pressione riportata al livello del mare

Se si considera il profilo verticale di temperatura le differenze sono ancora più evidenti. Nell’immagine sottostante abbiamo messo a confronto la temperatura (asse orizzontale) misurata al variare della quota (asse verticale) per le due stazioni citate. Nell’isola di Wallops la temperatura nei primi 3 chilometri di atmosfera è superiore allo zero, a causa del trasporto di aria calda ad opera dei venti prevalentemente da sud-est (notate la direzione delle frecce sull’asse verticale destro). Viceversa, a Washington D.C. la temperatura non sale mai sopra lo zero (linea blu) ed i venti provengono dai quadranti settentrionali. 

Profili verticali di temperatura a confronto tra l'aeroporto di Washington DC e l'isola di Wallops, a circa 200 km di distanza

Profili verticali di temperatura a confronto tra l’aeroporto di Washington DC e l’isola di Wallops, a circa 200 km di distanza

Articolo di Guido Cioni del 15 Marzo 2017 alle ore 17:48

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