L’inverno non molla gli States, prevista tempesta di neve sulla East Coast

Mentre in Europa la primavera imperversa, tanto da portare temperature estive in Spagna, dall’altra parte dell’Atlantico la situazione è completamente capovolta. Una discesa di aria fredda prevista nei prossimi giorni causerà infatti lo sviluppo di una delle tipiche tempeste invernali spesso osservate sulla costa orientale degli Stati Uniti (chiamate in gergo Nor’Easter).

L’animazione dei campi di temperatura (colori) e “pressione” (linee bianche) a circa 1500 metri di quota permette di identificare chiaramente la “lingua” di aria fredda, caratterizzata da temperatura ben sotto lo zero, che si estende quasi fino alla Florida.

Animazione previsione altezza geopotenziale e temperatura a 850 hPa

La chiusura delle linee indica invece la presenza di un minimo isolato che si muove seguendo la costa orientale e provoca lo sviluppo di venti diretti da sud verso nord sull’Atlantico. Questo a sua volta causa un trasporto di aria molto calda evidenziato da una equivalente “lingua” di aria calda che, alla stregua di un pungiglione, viene piegata verso il centro del sistema.

Il fermo immagine relativo alle ore 3 di mercoledì mostra bene queste due strutture che vanno a formare la struttura della bassa pressione. È proprio il contrasto tra aria calda proveniente dall’Atlantico ed aria fredda in discesa dal Polo che guida l’intensificazione di tempeste come questa. 

Altezza di geopotenziale e temperatura a 850 hPa (circa 1500 metri)

Altezza di geopotenziale e temperatura a 850 hPa (circa 1500 metri)

Tale contrasto è massimizzato in corrispondenza del centro del ciclone che, al momento in cui abbiamo scattato questa istantanea, si trova nei pressi di New York. Non stupisce quindi scoprire che i fenomeni perturbati più intensi siano previsti proprio in questa area. 

Per verificarlo possiamo dare un’occhiata sia alla struttura verticale del sistema depressionario che all’accumulo di neve previsto. Il grafico sottostante è ottenuto “tagliando” la mappa mostrata prima lungo la linea bianca. Si ottiene quindi una figura che mostra in funzione della distanza (orizzontale) e dell’altezza (pressione) la temperatura (colori) ed i venti.

Sezione verticale del ciclone nella fase matura, alle ore 3 di  mercoledì

Sezione verticale del ciclone nella fase matura, alle ore 3 di mercoledì

Notate la discesa dell’aria fredda sul lato occidentale che viene bilanciata dalla risalita di aria calda su quello orientale. Il grafico delle precipitazioni previste permette anche di identificare la transizione tra neve e pioggia, con quantitativi localmente fino a 50 mm

Dato che 1 mm di pioggia equivale approssimativamente ad 1 cm di neve fusa, è facile immaginarsi come gli accumuli nevosi potranno localmente superare il mezzo metro. La mappa sottostante mostra proprio l’accumulo totale di neve previsto da oggi fino a giovedì. Notate come i massimi (localmente anche oltre i 50 cm) siamo presenti proprio in prossimità delle coste nord-orientali.

Previsione dell'accumulo di neve e dei campi in quota

Previsione dell’accumulo di neve e dei campi in quota

Da questa mappa si evince che la città di New-York sarà probabilmente solo sfiorata, mentre i fenomeni più intensi si concentreranno più a nord.

In ogni caso si tratta di un evento che sicuramente creerà notevoli disagi, soprattutto ai trasporti, vista la coesistenza di intense precipitazioni nevose e forti venti. 

Articolo di Guido Cioni del 13 Marzo 2017 alle ore 13:35

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