Siccità record in Italia, emerge un relitto della Seconda Guerra Mondiale

Riaffiorati anche un carro armato tedesco e i resti di un borgo antico.

La crisi idrica in Italia non da segni di miglioramento a causa della forte carenza di precipitazioni che va avanti dai mesi invernali, con una siccità storica che sta mettendo a dura prova la Pianura Padana e minaccia seriamente le colture, soprattutto con la stagione estiva alle porte. Il livello del Po è attualmente ad un sesto della sua media, con in terreni che rischiano la desertificazione a causa della risalita delle acque dell’Adriatico. La secca del fiume più grande d’Italia ha persino portato alla luce un relitto della Seconda Guerra Mondiale.

Si tratta dello Zibello, una chiatta lunga 48,8 metri che affondò nel 1944 e trasportava legname durante la guerra. La nave è normalmente coperta dalle acque del Po, ma il livello delle acque è talmente basso che il relitto è riaffiorato quasi per intero. “Negli ultimi anni si poteva vedere la prua della barca, quindi sapevamo che era lì, ma vedere la nave così esposta a marzo, quando era ancora inverno, è stato molto spaventoso”, ha raccontato al Guardian il fotografo amatoriale Alessio Bonin, che ha fotografato il relitto.

L’Italia sta vivendo la siccità più grave degli ultimi 70 anni

Una tale siccità non si verificava da decenni, non in questo periodo dell’anno. Se prima la maggiore preoccupazione era l’esondazione del fiume, osserva Bonin, ora è la sua scomparsa. Altre reliquie sono emerse di recente con la ritirata del Po, come un carro armato tedesco nei pressi di Mantova e i resti di un antico borgo piemontese. Per l’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po è la peggiore siccità che ha colpito la Pianura Padana negli ultimi 70 anni.

Gli esperti non escludono che la crisi sia strettamente legata al cambiamento climatico: nel Nord Italia le precipitazioni mancano da oltre 110 giorni, le nevicate nel paese sono diminuite del 70% nell’ultimo anno, le temperature sono tendenzialmente sopra la media, favorendo lo scioglimento dei ghiacciai alpini e della neve. Proprio la combinazione di questi fattori, direttamente collegati al riscaldamento globale, sta esacerbando la crisi idrica in Italia, spiega Luca Mercalli, presidente della Società meteorologica italiana, minacciando l’approvvigionamento di acqua potabile, l’agricoltura e la produzione di energia da centrali idroelettriche.

Articolo di Erika del 20 Giugno 2022 alle ore 16:05

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