Gli incendi in Siberia hanno già stabilito il record di emissioni in atmosfera

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Gli incendi estivi nella regione siberiana della Yakutia, in Russia, hanno già segnato un record di emissioni di carbonio, nonostante la stagione abbia ancora settimane davanti a sé, secondo l’unità di monitoraggio satellitare Copernicus dell’Unione Europea. Il timore più grande riguarda lo scioglimento del permafrost siberiano, che contribuirebbe ad un ulteriore rilascio di gas serra a lungo intrappolati nella tundra ghiacciata.

Finora, dall’inizio della stagione, gli incendi hanno divorato oltre 4,2 milioni di ettari nella Yakutia, generando enormi pennacchi di fumo che questa settimana si sono estesi fino al Polo Nord, a migliaia di chilometri di distanza. Secondo le stime del Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAM) dell’UE, le emissioni nocive da giugno ammontano a più di 505 megatonnellate di anidride carbonica equivalente. Ciò significa che il totale è già nettamente superiore rispetto ai valori dell’anno scorso, dove si segnavano 450 megatonnellate in tutta la stagione.

La Yakutia è la regione più grande della Russia ed è situata nel nord-est della Siberia. È nota per la sua tundra e per gli inverni molto rigidi, ma le recenti ondate di calore hanno suscitato molta preoccupazione per il disgelo del permafrost, che rappresenta una delle più grandi riserve di metano al mondo.

Gli incendi boschivi fanno parte del ciclo naturale delle foreste boreali settentrionali della Russia, ma la loro portata e intensità negli ultimi anni ha sorpreso gli scienziati. Il carattere sempre più devastante degli incendi nella regione ha coinciso con il crescente riscaldamento dell’Artico, dove le temperature stanno aumentando oltre 3 volte più velocemente rispetto al resto del mondo.

In queste settimane le città della Yakutia sono state avvolte da nubi di fumo così denso da oscurare completamente il cielo. In questi giorni il fumo ha percorso più di 3.000 chilometri verso il Polo Nord. Secondo Santiago Gassó, uno scienziato dell’atmosfera presso l’Università del Maryland, questo fenomeno in particolare potrebbe non avere precedenti: “Ciò che lo rende particolarmente peculiare è che le masse d’aria con il fumo si stanno spostando così a nord. Non credo che nessuno l’abbia registrato prima”, ha affermato. “Questa è la scala continentale per definizione”.

Articolo di Erika del 05 Agosto 2021 alle ore 18:26

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