Il riscaldamento globale potrebbe stabilizzarsi nel giro di pochi decenni, ma servono le emissioni zero

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In una nuova ricerca sul cambiamento climatico gli scienziati hanno ipotizzato un ritorno alla stabilità delle temperature globali nel giro di qualche decennio. I risultati dipenderebbero da una rapida transizione globale fino al raggiungimento delle emissioni di gas serra nette a zero, in uno scenario ottimistico, ma possibile.

Il riscaldamento globale potrebbe essere fermato se il mondo abbandonasse tempestivamente i combustibili fossili, con effetti visibili già dopo una ventina d’anni, nella migliore delle ipotesi. L’attuale tendenza è decisamente lontana da questa previsione, con diversi grandi paesi ancora  in ritardo rispetto all’Accordo di Parigi del 2015, senza contare l’abbandono totale degli Stati Uniti sotto la presidenza di Donald Trump.

Tuttavia, la ricerca pubblicata su Nature Climate Change, dimostra che il clima potrebbe non essere una causa persa, come invece suggerisce la tendenza globale attuale. In particolare, i ricercatori si sono concentrati sulla teoria che il riscaldamento prosegua o meno anche dopo un freno totale alle emissioni di gas serra in una sorta di effetto ritardato, un fenomeno a lungo oggetto di dibattito tra gli esperti.

Secondo gli scienziati della Texas A&M University, fermando le emissioni di carbonio almeno entro il 2050, le temperature superficiali potrebbero stabilizzarsi nel giro di un paio di decenni, arginando gli effetti del riscaldamento protratto nel tempo. Questo implicherebbe un arresto effettivo e immediato delle emissioni nocive nel mondo, restando nell’ottica di ritardare l’aumento progressivo delle temperature. In altre parole, si guadagnerebbe tempo prezioso per trovare nuove soluzioni di adattamento ai cambiamenti climatici, a fronte di un riscaldamento sempre più rapido.


“Il problema è ancora molto grave”, sottolinea Andrew Dessler, coautore dello studio, “dobbiamo ridurre le emissioni il più velocemente possibile e in seguito affronteremo il riscaldamento impegnato”, riferendosi al ‘committed warming’, ovvero l’effetto ritardato dell’aumento delle temperature. Ma affrontando con massima urgenza la questione delle concentrazioni di CO2 in atmosfera, piegando la curva delle emissioni globali verso lo zero netto, si potrebbe sperare in un’inversione di rotta, con la possibilità futura di ridurre il riscaldamento.

Articolo di Erika del 12 Gennaio 2021 alle ore 17:30

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