Analisi strato-tropo lungo termine: gelo e neve anche sull’Italia da metà mese?

L’inverno potrebbe vivere una grande fase a partire da metà mese con forti irruzioni gelide e nevose su buona parte dell’Europa, segnatamente su quella orientale e centro-settentrionale con possibile interessamento anche della nostra Penisola. Andiamo ad inquadrare il tutto da un punto di vista Stratosferico e Troposferico…

Nella precedente analisi strato-tropo del 19 dicembre (qui) fu già illustrata la possibilità di un forte Stratwarming con fulcro sulle latitudini siberiane e polari negli ultimi giorni di Dicembre, Stratwarming che avrebbe poi potuto provocare un forte Displacement del Vortice Polare Stratosferico con possibile condizionamento anche della Troposfera contraddistinto, in tal caso, da un gennaio con varie occasioni per irruzioni fredde e nevose su gran parte dell’Europa, Italia inclusa. Non si può fare altro che confermare tale tendenza, ma andiamo bene ad approfondire il tutto da un punto di vista strato-tropo

Iniziamo subito visionando il momento clou, da un punto di vista termico, dello Stratwarming di tipo Major che abbiamo vissuto:

Andamento termico a 10hpa su scala emisferica registrato il giorno 30 dicembre 2020. GFS – Meteociel –

Notiamo temperature molto elevate fino a 0 gradi nella giornata del 30 Dicembre 2020 in prossimità della Siberia ad un’altezza di 10hpa (oltre 31.000 mt). Tale forte riscaldamento, nei giorni successivi, si è esteso anche a latitudini polari, provocando un forte Displacement del Vortice Polare Stratosferico e anche un parziale split dello stesso almeno da un punto di vista termico, con il lobo più intenso ed esteso ubicato tra Russia, Europa orientale e Mediterraneo e l’altro, più piccolo e limitato nella sua estensione, isolatosi sul settore canadese:

Andamento termico a 10hpa su scala emisferica registrato il giorno 4 gennaio 2021. GFS – Meteociel –
Distribuzione termica e di geopotenziali a 10hpa su scala emisferica per il giorno 4 gennaio Fonte: FU Berlin

Conseguenzialmente si è registrato un tracollo del NAM (Nothern Annular Mode) su valori attuali ormai inferiori alla soglia di condizionamento di -3.0. Anche le velocità dei venti zonali alle latitudini stratosferiche polari sono precipitate a partire proprio da fine dicembre, fino alla netta inversione di fase delle stesse da positive (venti zonali) a negative (venti antizonali), con velocità antizonali che tra il 15 e il 16 gennaio toccheranno i valori più elevati, prossimi ai -30 m/s:

Andamento del Northern Annular Mode Index. Fonte: stratobserve.com
Andamento del Northern Annular Mode Index. Fonte: Consorzio Lamma
Andamento delle velocità dei venti zonali a 10hpa 65°N. Fonte: Hannah E.Attard
Grafico analitico delle velocità dei venti zonali a 10hpa 65°N. Fonte: Hannah E.Attard

Tali impostazioni stratosferiche stanno condizionando, come era preventivabile, anche la Troposfera con una redistribuzione del Vortice Polare Troposferico verso est, in direzione delle latitudini polari e siberiane, davvero considerevole nella sua essenza e per certi versi abbastanza inedita, dato che quasi tutta la struttura del Vortice Polare si sta redistribuendo e continuerà a farlo nelle prossime ore, lasciando praticamente “libero” il settore canadese dalle vorticità più intense ad esso collegate:

Configurazione barica su scala emisferica del 9 gennaio. ECMWF – Meteociel –

Un Vortice Polare Troposferico che, come ben ricorderete dalla precedente analisi, aveva mostrato segni di notevole debolezza già da fine novembre a causa dei continui flussi di calore risalenti dalle principali onde alto-pressorie (onda 1 aleutinica, onda 2 azzorriana, onda 3 Europa orientale/russo-siberiana), con una tendenza, già precedentemente palesata, a redistribuzioni ad est in direzione della Siberia e delle latitudini polari più orientali, favorite anche dalla formazione dell’alta pressione polare che aveva già provocato anche la netta suddivisione in due lobi del Vortice Polare Troposferico: Lobo canadese e Lobo Siberiano, con quest’ultimo decisamente più vasto e intenso contraddistinto da geopotenziali a 500hpa e isoterme a 850hpa davvero molto bassi. Conseguenzialmente si è assistito alla crescita di un importante Snowcover sul settore euroasiatico, con presenza abbastanza costante dell’anticiclone russo-siberiano.

Il forte Stratwarming di fine dicembre, dunque, è stato generato anche dalle dinamiche troposferiche che hanno finito per condizionare anche il Vortice Polare Stratosferico, con notevole trasferimento di calore in risalita, Stratwarming che a sua volta non sta facendo altro che acuire maggiormente una redistribuzione del Vortice Polare Troposferico nell’essenza ancora più estrema e marcata. Il crollo delle velocità dei venti zonali alle latitudini polari stratosferiche potrebbe favorire una risposta troposferica notevole e contraddistinta dall’innalzamento e rafforzamento di solide onde alto-pressorie azzorriane tra Atlantico ed Europa occidentale, con conseguenziali irruzioni artiche e continentali anche di un certo livello su buona parte dell’Europa, segnatamente su quella orientale, settentrionale e centrale, con l’Italia che potrà giocarsi le sue concrete possibilità.

Vi è da dire che già in questi giorni si stanno registrando tali impostazioni sinottiche più meridiane e antizonali su scala europea, ma la presenza di blocchi alto-pressori azzorriani più occidentali in pieno Atlantico, stanno consentendo all’aria fredda di dirigersi soprattutto sull’Europa centro-settentrionale e occidentale, con parte dell’Italia meridionale ed Europa sud-orientale che vivranno, nei prossimi 2 giorni, il temporaneo e conseguenziale richiamo di correnti più miti nord-africane, con il nord Italia più esposto al corridoio di correnti fredde:

Configurazione barica su scala emisferica del 10 gennaio. ECMWF – Meteociel –
Distribuzione termica a 850hpa (1450 mt) su scala emisferica del 10 gennaio. ECMWF – Meteociel –

A partire dalla metà del mese però i blocchi alto-pressori azzorriani potrebbero avere la tendenza a disporsi in posizione più orientale, con Indice AO tendente ad una lieve risalita verso valori debolmente negativi:

Andamento dell’Arctic Oscillation (Indice AO). Fonte: NOAA

Nello specifico tra il 13 e il 20 gennaio i settori dell’Europa orientale e centro-settentrionale potranno vivere un periodo gelido e nevoso di una certa rilevanza, a causa dell’irruzione di una massa d’aria fredda dapprima di origine artico-marittima e successivamente con contributi ancora più freddi di matrice artico-continentale, la quale tenderebbe ad avanzare, con moto antizonale, verso ovest/sud-ovest a causa dell’instaurarsi di una nuova onda alto-pressoria sull’Europa occidentale, in possibile parziale risalita verso nord-est in direzione della Scandinavia. Sarà questo il momento più propizio (15-18 gennaio) ad un interessamento di una certa rilevanza anche della nostra Penisola da parte della massa d’aria gelida, con i settori centro-meridionali che potrebbero risultare maggiormente favoriti per nevicate fino a bassissime quote. Tutta la nostra Penisola potrebbe essere comunque interessata da un tracollo termico importante, con possibile arrivo di isoterme a 850hpa (1450 mt) particolarmente basse e nettamente al di sotto della norma. A tal proposito ecco qualche immagine attuale odierna dei due principali modelli meteorologici ECMWF e GFS per il periodo preso in esame:

Configurazione barica su scala emisferica del 16 gennaio. ECMWF – Meteociel –
Distribuzione termica a 850hpa (1450 mt) su scala emisferica del 17 gennaio. ECMWF – Meteociel –
Configurazione barica su scala emisferica del 15 gennaio. GFS – Meteociel –
Distribuzione termica a 850hpa (1450 mt) su scala emisferica del 16 gennaio. GFS – Meteociel –

Vi è da dire, ad onor del vero, che trattandosi di un target temporale riferito al lungo termine (6/8 giorni) ci sono ancora da sviscerare al meglio molti dettagli, tra cui il grado preciso di interessamento della nostra Penisola che dipenderà molto dalla tenuta e posizione del blocco alto-pressorio che si instaurerà ad ovest sull’Europa occidentale: se davvero dovesse rivelarsi solido, in buona posizione e non troppo disturbato alle alte latitudini da vorticità zonali atlantiche, magari anche con la tendenza dello stesso a risalire parzialmente verso nord-est in direzione della Scandinavia, allora anche la nostra Penisola potrà vivere una fase fredda e nevosa di un certo rilievo. Andando a dare un’occhiata alle attuali Ensamble di ECMWF possiamo notare come la forte irruzione sia pressochè ormai certa sull’Europa orientale con intensità anche veementi, tendente ad irrompere anche sulla nostra Penisola con un grado di interessamento e intensità ancora da definire ma che, run dopo run, risultano ormai sempre più marcate. Tuttavia urgono ulteriori conferme nei prossimi giorni da parte della modellistica previsionale, per poter sciogliere definitivamente la prognosi per il periodo 15-18 gennaio e capire meglio maggiori dettagli previsionali riguardanti la nostra Penisola:

ENSAMBLE ECMWF Geopotenziali a 500hpa e pressione al suolo per il 16 gennaio. ECMWF-Meteociel
ENSAMBLE ECMWF Temperature a 850hpa per il 17 gennaio. ECMWF-Meteociel

E per la terza decade di Gennaio? Il Vortice Polare Troposferico non si ricompatterà in tempi brevi e risulterà sempre molto disturbato, con flussi di calore in risalita derivanti soprattutto da ulteriori onde alto-pressorie azzorriane tra Atlantico ed Europa occidentale, che fungeranno da blocco alla circolazione zonale: non si escludono pertanto ulteriori irruzioni fredde e nevose su buona parte dell’Europa con l’inverno che potrà salire prepotentemente in cattedra. Non perdetevi i nostri prossimi aggiornamenti a tal riguardo, restate connessi su Meteo In Diretta.

Articolo di Alberto Fucci del 09 Gennaio 2021 alle ore 22:47

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