Uno “tsunami” di nuvole velenose avvolge Venere da decenni

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La gigantesca onda scoperta potrebbe spiegare l’estrema velocità di rotazione che caratterizza l’atmosfera venusiana.

Un gigantesco muro di nuvole tossiche si sta diffondendo sulla superficie di Venere giorno dopo giorno, secondo un nuovo studio pubblicato su Geophysical Research Letters. L’onda viaggia intorno al pianeta oltre l’equatore, estendendosi fino a 7.500 chilometri verso le medie latitudini nord e sud, ad altitudini relativamente basse tra 47,5 e 56,5 chilometri. Si tratta di un fenomeno mai osservato nel Sistema Solare, che stando alla ricerca condotta dall’agenzia spaziale giapponese JAXA andrebbe avanti da decenni.

“Se ciò accadesse sulla Terra, questa sarebbe una superficie frontale alla scala del pianeta”, ha affermato l’astrofisico Pedro Machado dell’Istituto di astrofisica e scienze spaziali in Portogallo, coautore dello studio. “È incredibile”. La temperatura di Venere di mantiene intorno ai 465 °C nella regione in cui sono stati osservate queste strane nubi, grazie ad un effetto serra estremo. Gran parte dell’atmosfera del pianeta è infatti costituita da anidride carbonica e acido solforico che piove dal cielo e ruota 60 volte più velocemente del pianeta stesso, producendo venti fortissimi.

I meccanismi dello “tsunami” scoperto dagli scienziati non sono ancora del tutto chiari. Alcune osservazioni passate suggeriscono l’esistenza di qualcosa di molto simile ad un’onda atmosferica, ma ciò che avviene su Venere è qualcosa di nuovo, sebbene l’analisi di osservazioni passate suggerisca che la caratteristica è stata ricorrente almeno dal 1983.

L’onda di Venere, che fa il giro del pianeta ogni 4,9 giorni ad una velocità di 328 chilometri orari circa, ha rivelato attraverso le simulazioni numeriche che molte delle proprietà che la caratterizzano riportano ad un’onda Kelvin atmosferica non lineare. Sulla Terra, queste grandi onde sono talvolta intrappolate all’equatore e sono influenzate dalla rotazione del pianeta. Anche nel caso di Venere, la perturbazione si propaga nella stessa direzione dei venti che circondano il pianeta e non ha alcun effetto sui venti meridionali che soffiano tra nord e sud.

“Questa perturbazione atmosferica è un nuovo fenomeno meteorologico, invisibile su altri pianeti. Per questo motivo è ancora difficile fornire un’interpretazione fisica sicura”, ha affermato Javier Peralta, astrofisico alla JAXA e autore principale dello studio. Ma se si trattasse di un’onda Kelvin, la scoperta potrebbe avere implicazioni interessanti e spiegare forse l’incredibile velocità di rotazione dell’atmosfera venusiana, o anche aiutarci a comprendere la relazione tra la topografia della superficie di Venere e le dinamiche della sua atmosfera.

“Avremmo finalmente trovato un’onda che trasporta quantità di moto ed energia dall’atmosfera profonda e si dissipa prima di arrivare in cima alle nuvole”, ha affermato Peralta. “Significherebbe quindi collocare la quantità di moto proprio al livello in cui osserviamo i venti più veloci della cosiddetta super-rotazione atmosferica di Venere, i cui meccanismi sono stati un mistero di lunga data”.

Articolo di Erika del 09 Agosto 2020 alle ore 11:09

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