Biodiversità a rischio, ogni anno perdiamo 10 milioni di ettari di foreste

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Dalle esse dipendono 60.000 specie di alberi, l’80% di anfibi, il 75% degli uccelli e il 68% dei mammiferi terrestri.

In occasione della Giornata mondiale della biodiversità l’Onu lancia l’allarme: dal 1990 abbiamo perso 420 milioni di ettari di verde. Le foreste del mondo sono sempre più a rischio, con tassi di deforestazione e degrado preoccupanti. La conservazione della biodiversità, avverte il rapporto della Fao prodotto in collaborazione con il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (Unep), è strettamente legata allo sfruttamento da parte dell’uomo delle foreste e del suolo e dipende da questa interazione a lungo termine.

Sebbene il tasso di deforestazione si sia ridotto negli ultimi 30 anni, resta una perdita costante di foreste dovuta alla conversione del suolo ad altri usi, che si rivela incessante. Secondo la Valutazione delle Risorse Forestali Mondiali 2020 della Fao, citata nel rapporto, ogni anno la copertura arborea globale si riduce di circa 10 milioni di ettari. L’importanza di queste foreste risiede non solo nella produzione di ossigeno, ma nella conservazione di tutta la biodiversità: contengono almeno 60.000 specie di alberi, l’80% di anfibi, il 75% degli uccelli e il 68% dei mammiferi terrestri.

Oggi più che mai è necessario fare luce sulle condizioni allarmanti in cui versano le foreste globali, ancora di più con la crisi del Covid-19, che ha evidenziato il legame inequivocabile tra la salute degli ecosistemi e il benessere umano. A tal proposito Legambiente ha proposto un decalogo salva-natura per il contributo che l’Italia potrebbe dare come obiettivo per il 2030, precisando che il nostro Paese è “in forte ritardo nel raggiungere gli obiettivi sulla conservazione della natura”.

I punti fondamentali per la tutela ambientale prevedono di ridurre l’impatto climatico, incrementare le aree protette marine e terrestri, migliorare il monitoraggio della biodiversità, adottare strategie che favoriscano la blu economy, contrastare le attività illecite contro la fauna, finanziare il capitale naturale. Importante è porsi l’obiettivo di tutelare efficacemente almeno il 30% del territorio nazionale entro la fine del decennio, sottolinea Antonio Nicoletti, responsabile delle aree protette e della biodiversità di Legambiente, e l’istituzione di aree in cui sono del tutto escluse le attività antropiche.

Articolo di Erika del 22 Maggio 2020 alle ore 21:00

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