Perché si è formato un buco dell’ozono sull’Artico?

Negli anni ’80 e negli anni ’90 quella del buco dell’ozono al Polo Sud era una delle più rilevanti e preoccupanti questioni climatiche.
L’ozono è infatti una molecola estremamente importante per la vita sulla Terra perché la sua presenza in stratosfera permette di “filtrare” le dannose radiazioni ultraviolette provenienti dal Sole.

La causa della diminuzione della concentrazione di ozono stratosferico fu presto identificata nell’utilizzo massiccio dei clorofluorocarburi (CFC) in ambito industriale. Questa sostanza, largamente impiegata come propellente, come agente refrigerante o per la produzione di materie plastiche, distruggeva rapidamente le molecole di ozono. Per questo motivo, i CFC furono banditi nel 1987 (Protocollo di Montreal).

Da allora il buco dell’ozono al Polo Sud si è gradualmente ridotto, confermando come l’azione coordinata globale su temi di carattere climatico possa di fatto concretizzarsi in soluzioni reali.

Negli ultimi giorni si discute della formazione di un buco dell’ozono al Polo Nord. Nonostante questa area interessata dalla riduzione di ozono sia molto più limitata rispetto a quella che anni fa si formava al Polo Sud, si tratta di un evento abbastanza raro.

Cosa sta accadendo e perché questa volta la riduzione di ozono è stata registrata nell’emisfero Nord?

La concentrazione di ozono stratosferico è direttamente legata alle dinamiche del vortice polare: più è intenso è il vortice, più sono basse le temperature in stratosfera e più è probabile assistere ad una riduzione dell’ozono a queste quote. Infatti, a queste temperature (inferiori a -78 gradi) si assiste alla formazioni di nubi stratosferiche polari sulla cui superficie avvengono le reazioni chimiche che causano la distruzione dell’ozono. Il Vortice Polare dell’emisfero Sud è più intenso di quello dell’emisfero Nord e per questo motivo il buco dell’ozono ha principalmente interessato quest’area del pianeta.

In questi giorni stiamo assistendo invece ad una riduzione record della concentrazione di ozono al Polo Nord: a 18 km di quota la concentrazione di ozono si sarebbe ridotta del 90%. Il motivo è da ricercare nel Vortice Polare anomalo che ha caratterizzato l’emisfero Nord durante l’inverno. Si è trattato di un vortice estremamente intenso, la cui azione prolungata ha determinato condizioni di temperatura simili a quelle che si registrano al Polo Sud. Non è la prima volta che accade, ma la riduzione di concentrazione di ozono di quest’anno potrebbe essere da record.

Confronto concentrazione di ozono 16 e 26 marzo. Fonte: Severe weather Europe

Le sostanze che interferiscono con l’ozono sono state bandite da più di 30 anni ma la loro azione, se pur inferiore rispetto al passato, continua ad avere effetti perché i tempi di permanenza di queste sostanze in atmosfera sono molto lunghi.

Fortunatamente la riduzione di ozono sarà molto limitata nel tempo e nel giro di pochi giorni tornerà ai valori medi climatici a causa del graduale riscaldamento che interesserà la stratosfera (vedi immagine).

Articolo di Stefano Della Fera del 03 Aprile 2020 alle ore 12:15

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