Questa mega-discarica cinese avrebbe dovuto chiudere nel 2044, ma ha già raggiunto il limite massimo

Una delle più grandi discariche della Cina è stata chiusa perché ha raggiunto la capienza massima 25 anni prima del previsto.

A nord ovest della città di Xi’an, in Cina,  c’è una delle più grandi discariche del paese, chiamata Jiangcungou. L’enorme discarica, aperta nel 1944, si estende per 700.000 metri quadri, è profonda 150 metri e può contenere oltre 34 milioni di metri cubi di rifiuti. La sua capienza doveva essere sufficiente fino al 2044, ma la scorsa settimana le autorità responsabili hanno annunciato la chiusura dell’impianto, che ha raggiunto la capacità massima 25 anni prima del previsto.

Quello che era l’unico sito di smaltimento della città di Xi’an, dove vivono più di 8 milioni di persone, doveva ricevere una media di 2.500 tonnellate di rifiuti al giorno per restare attivo fino all’anno previsto. Ma il volume dei rifiuti sversati negli ultimi anni ha accelerato moltissimo i tempi, arrivando a superare le 10.000 tonnellate al giorno in media. Per far fronte al problema è stata programmata l’apertura di cinque inceneritori entro il 2020, di cui uno è già attivo dal mese scorso. Secondo i media locali, questi impianti saranno in grado di processare oltre 12.000 tonnellate di rifiuti al giorno. Per quanto riguarda la discarica, invece, la superficie sarà ricoperta e sarà realizzato un parco pubblico.  

La chiusura della discarica di Jiangcungou arriva in concomitanza con la messa a punto di nuovi impianti di smaltimento dei rifiuti, che siano capaci di rimpiazzare almeno in parte le 645 discariche attive in Cina, con un minore impatto ambientale rispetto ai normali inceneritori e la capacità di generare energia. Per far fronte al problema dei rifiuti nel paese più popoloso al mondo, che ne produce 215 milioni di tonnellate l’anno, il governo cinese ha affermato di impegnarsi per sottoporre al riciclo almeno il 35% dei rifiuti domestici delle città principali entro il 2020. Sono inoltre state imposte regole molto severe sulla raccolta differenziata nelle città, dove restano grandi difficoltà nella gestione dei rifiuti.

Per ridurre il volume dei rifiuti nel paese, nel 2017 il governo cinese ha anche deciso di interrompere gran parte delle importazioni di rifiuti dall’estero, accettando solamente materiale considerato di maggiore qualità. La cosa ha generato non pochi problemi ai principali esportatori di rifiuti – tra cui anche l’Italia – che da anni smaltivano in questo modo i rifiuti considerati di bassa qualità, ovvero materie plastiche e difficili da smaltire.

Articolo di Erika del 18 Novembre 2019 alle ore 17:35

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