L’Amazzonia continua a bruciare, 265 specie potrebbero scomparire del tutto

Il Wwf chiede ai governi di dichiarare l’emergenza planetaria e di garantire un new deal per la natura e le persone entro il 2020.

Dopo settimane la situazione dei roghi in Amazzonia non è migliorata, nonostante l’attenzione richiamata sul disastro che ha colpito la riserva di ossigeno più importante del mondo. Gli incendi che stanno devastando la foresta pluviale semmai peggiorano, rileva il Wwf, che in occasione dell’Amazon Day ha lanciato l’allarme: ben 265 specie a rischio potrebbero scomparire definitivamente a causa delle fiamme.

Si tratta di 180 animali e 85 vegetali, di cui il 76% è sotto tutela di organizzazioni per la conservazione. La situazione è drammatica anche per le specie che non rientrano in alcuna forma di tutela, o che hanno subito gravi danni al loro habitat per via della deforestazione. Le più vulnerabili segnalate sono circa 60, senza contare i danni alle aree protette e agli ecosistemi marini, che non sono stati risparmiati dalle fiamme.

La perdita nella foresta amazzonica soltanto ad agosto 2019 è stata di 24.944 km2, un’estensione 4 volte superiore agli anni precedenti. Dall’inizio dell’anno sono già stati distrutti 43.753 km2 di copertura arborea, il che vuol dire che la superficie devastata dagli incendi è aumentata del 150% rispetto al 2018.

L’appello del Wwf è incentrato sulla grave perdita di biodiversità e sull’importanza di preservare un’area naturale tanto preziosa. La richiesta è rivolta ai leader politici affinché dichiarino l’emergenza globale e si impegnino  e garantiscano un “new deal per la natura e le persone” entro il 2020, con l’obiettivo di contrastare la crisi climatica – abbracciando lo sviluppo e il consumo sostenibile – e proteggere ciò che resta dei sistemi naturali della Terra.

Articolo di Erika del 07 Settembre 2019 alle ore 09:18

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