Approvati 1.200 pesticidi in Brasile, molti vietati nell’UE da decenni

Tra i diserbanti approvati anche alcuni contenenti atrazina, che induce la castrazione chimica nelle rane e l’acefato, che danneggia il sistema riproduttivo maschile negli umani.

Negli ultimi tre anni il Brasile ha approvato più di 1.200 pesticidi e diserbanti, molti dei quali contengono, secondo le indagini di Greenpeace, sostanze chimiche vietate nell’Unione Europea. Soltanto negli ultimi cinque mesi, periodo in cui è iniziata la presidenza di Jail Bolsonaro, sono stati approvati ben 169 nuovi prodotti, metà dei quali rappresentano un rischio certo per la salute degli esseri umani e dell’ambiente – secondo il Pesticide Action Network (PAN).  

Nonostante numerose società abbiano rilevato prodotti pericolosi che sono illegali nei loro paesi, il Brasile continua ad essere il maggior utilizzatore di pesticidi al mondo. Il presidente Bolsonaro, fortemente appoggiato dai leader del business agricolo locale, coerente con l’aver manifestato scetticismo nei confronti dei cambiamenti climatici, si è espresso a favore dell’espansione dell’attività mineraria ed industriale nell’Amazzonia e nelle aree protette, suscitando proteste e dissensi tra le associazioni attiviste.

Il pericolo legato ai nuovi pesticidi approvati riguarda soprattutto alcune sostanze chimiche bandite nell’UE da decenni, quali l’atrazina – proibita dal 2003, responsabile della castrazione chimica nelle rane e l’acefato – proibita nell’UE da quasi vent’anni, capace di danneggiare il sistema riproduttivo maschile negli umani. Un’altra delle sostanze segnalate è il Diquat, che danneggia gravemente  il sistema ormonale umano e costituisce una minaccia per uccelli e mammiferi.

Ogni anno in Brasile vengono segnalati 100.000 casi di avvelenamento da pesticidi, ma stando alle indagini di Human Rights  Watch il numero effettivo potrebbe essere più alto, poiché si è scoperto che molti residenti non denunciano i casi di avvelenamento per paura di rappresaglie. “I pesticidi spruzzati su grandi piantagioni avvelenano i bambini nelle loro classi e gli abitanti dei villaggi nei loro cortili in tutto il Brasile rurale”, afferma l’autore del rapporto Richard Pearshouse, di Human Rights Watch. “Le autorità brasiliane devono fermare questa esposizione tossica e garantire la sicurezza di coloro che parlano contro il danno che i pesticidi stanno causando alle loro famiglie e comunità”.

Articolo di Erika del 14 Giugno 2019 alle ore 16:14

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