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Campobasso,(in dialetto Campuasce) m. 785 s.l.m., ab. 51.172 è il capoluogo della Regione Molise e della provincia omonima. La città è sede vescovile (diocesi di Campobasso-Bojano) e dell'Università degli studi del Molise.
Campobasso è una città formata da una parte antica assai caratteristica e pittoresca di origine medioevale, non priva di valori ambientali e artistici, sul pendio di un colle dominato dal magnifico Castello Monforte, e da una parte più moderna ed elegante di origine ottocentesca che si sviluppa sul piano ai piedi del centro più antico. Ai piedi del castello che domina la città si sviluppa il borgo medioevale, costituito da vicoli e lunghe e tortuose scalinate, ai lati delle quali sorgono case in pietra con ameni cortiletti interni.
Interessantissimi sono i portali delle case più antiche realizzate anch'esse in pietra locale ricche di decorazioni, stemmi di famiglie nobili ed elementi allegorici. La città ottocentesca, denominata centro storico murattiano, si estende in piano e presenta le caratteristiche tipiche dello sviluppo urbanistico di quel periodo storico. Progettato secondo l'ideale della città giardino, presenta molti spazi verdi ricche di essenze arboree rare e pregiate (sequoie, cedri del Libano, ginkgo biloba, abeti rossi, lecci, ecc.), piazze, nonché fontane e fontanelle dalla quale sgorgano tutt'ora acque fresche e pure. Ottime le specialità culinarie del luogo, famoso anche per le vecchie officine in cui si forgiano i coltelli.
Nel 1504, per volere del feudatario Andrea de Capoa, fu edificata al di fuori della cerchia muraria feudale la chiesa della SS. Trinità. In essa ebbe sede la confraternita della Trinità, soppressa nel 1809, divenuta celebre nel XVI secolo per le lotte con quella dei Crociati. Distrutta dal terremoto del 1805, fu ricostruita su progetto dell’architetto Berardino Musenga. Fu riaperta al culto nel 1829 diventando parrocchia e sede del Capitolo Collegiale. Nel 1860 fu chiusa al culto e utilizzata dalle truppe regolari quale caserma. Nel 1900 fu riaperta ai fedeli, diventando sede cattedrale nel 1927. Oggi è la chiesa più rappresentativa della città. La facciata ricalca lo stile neoclassico con pronao esastilo e frontone triangolare campeggiante nella parte superiore. L’interno è diviso in tre ampie navate: in quelle laterali si aprono due grandi cappelle mentre nella centrale è possibile ammirare, sovrastante l’altare maggiore, un elegante baldacchino sostenuto da capitelli corinzi. Nella navata di sinistra è situato il fonte battesimale di granito a forma di vasca quadrata risalente al 1745. Dietro l’altare sono situati il coro, realizzato in noce, e il magnifico organo. Le vetrate policrome rappresentano i santi difensori del dogma della Trinità: Sant'Agostino, Sant’Ilario, Sant’Anastasio e San Nicola.
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